Perché la bassa gradazione conta
Tutte le birre Birretta sono sotto il 3,5% ABV: circa la metà della gradazione di una birra standard. Puoi goderti due Birrette con un apporto alcolico simile a una pinta standard. Il gusto non ne risente — solo gli effetti.
La birra a bassa gradazione ha una storia lunga e importante in Gran Bretagna e in Europa. Per secoli è stata la bevanda quotidiana di lavoratori, monaci e famiglie — scelta per la sua freschezza e gradazione moderata. Riportiamo questa tradizione a una nuova generazione.
Bere responsabilmente
Anche una birra a bassa gradazione contiene alcol. Non bere mai se devi guidare. Nel dubbio, evita. La bassa gradazione di Birretta aiuta a restare entro limiti ragionevoli, ma l’alcol si accumula comunque.
Non esiste un livello di alcol considerato sicuro durante la gravidanza. Raccomandiamo alle donne in gravidanza di evitare completamente l’alcol, inclusi i prodotti a bassa gradazione.
L’alcol può interagire con molti farmaci. Se stai assumendo farmaci, consulta il medico o il farmacista prima di bere, anche birra a bassa gradazione.
Birretta è destinata esclusivamente ad adulti in età legale per il consumo di alcolici. Nella maggior parte dei Paesi europei l’età è 18 anni. Non vendiamo ai minori e prendiamo questa responsabilità seriamente.
Unità e linee guida
Nel Regno Unito, l’NHS raccomanda di non superare 14 unità di alcol a settimana, distribuite su tre o più giorni. Una lattina di Gallo IPA (330 ml al 2,8%) contiene circa 0,9 unità.
In Italia, l’Istituto Superiore di Sanità indica un massimo di 2 unità al giorno per gli uomini e 1 unità al giorno per le donne, con giorni senza alcol ogni settimana.
Le linee guida variano da Paese a Paese — consulta l’autorità sanitaria nazionale per le raccomandazioni locali.
Chiedere aiuto
Se tu o qualcuno che conosci avete difficoltà con l’alcol, è disponibile aiuto:
- Italia: Ministero della Salute — salute.gov.it
- Regno Unito: Drinkaware — drinkaware.co.uk
- EU: Eurocare — eurocare.org
- Internazionale: Organizzazione Mondiale della Sanità — who.int